GRAVIDA intervista Sands-Zine 2009 by Mario Biserni (e.g.)

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gravida
di e. g. (no ©) – traduzioni a cura dell’avvocato Gloria Susi

Questa intervista è una cosa speciale, o quantomeno è una cosa particolare, dove il blocco delle domande vuol essere una parodia di quelle interviste da rotocalco, che stanno prendendosi sempre più spazio anche all’interno di quella stampa che si autodefinisce specializzata, con il loro carattere predefinito e la loro vacuità. Domande che, sia San Pietro o sia Maometto ad essere intervistato, suonano sempre le stesse, mentre il dubbio che tali interviste vengano proposte dalle etichette discografiche in cambio di una copia promozionale del disco e/o di un quadratino di pubblicità si insinua nella mente sempre più incalzante.
Ma, nascosti dietro a tale impostazione vacua, vengono fuori il gioco e l’elemento sorpresa. Le stesse domande sono state infatti inviate contemporaneamente a tutte le musiciste che fanno parte delle Gravida ed ognuna ha dato le proprie risposte senza sapere cosa avevano scritto le altre tre (le ragazze mi hanno chiesto espressamente di intervistare anche Francesca di Incisioni Rupestri, manager delle Gravida, che viene considerata come una quarta componente effettiva del gruppo).
Devo quindi ringraziare le ragazze per essersi prestate al gioco e per aver risposto a questo sciocco questionario, grazie al quale si può comunque comprendere la personalità di coloro che stanno dietro alla nascita delle Gravida. O forse sarebbe meglio dire ‘alla nascita di Gravida’, dal momento che il gruppo, ancorché frutto di tensione fra personalità dissimili, si presenta infatti come un composto omogeneo e non come una miscela al cui interno sia piuttosto facile distinguere le componenti originarie. Acqua, quindi, e non mescolanza di idrogeno e ossigeno.
Per chi non si accontenta del dischetto pubblicato come Gravida (del quale abbiamo già scritto recensendolo) e intende scavare sul passato delle tre musiciste, il cammino si fa leggermente più arduo. Patrizia Oliva, ad esempio, è già titolare di una nutrita discografia che parte dagli esordi con le Allun e, attraverso i Rosas Y Tulipanes, giunge alle più recenti produzioni come Madame P. Su sands-zine gli abbiamo dedicato ampio spazio e non avete che da perdere un po’ di tempo e spulciare gli archivi. Comunque, per iniziare, potete avventarvi sui due dischi pubblicati su Setola di Maiale, entrambi di notevole livello, e cioè il solo “Il Colombre” e “Camusi” in combutta con i tamburi di Stefano Giust.
Anche di Cristiana Fraticelli abbiamo già scritto a più riprese a proposito del suo progetto solista Ioioi. Mi ripeto consigliando a chi ancora non l’avesse il bel “Bright Future!!” pubblicato su Ebria Records. A questo è indispensabile aggiungere “Mantis”, «una collezione di sketch sonori» inizialmente diffusa in poche copie, confezionate artigianalmente da lei stessa, e poi ripubblicata su Setola di Maiale con due titoli aggiunti.
Su Setola di Maiale potete trovare anche il disco solista “Master Artist Rental Car” di MaryClare Brzytwa. Di lei possiamo dire che proviene dalla zona di Cleveland ed ha studiato o collaborato con musicisti di grosso calibro quali Robert Dick, Maggi Payne, Fred Frith, Angela Korogolos, Michiko Kawagoe, William Winant, Mochipet, Antoine Berthaiume, Joelle Leandre, Kevin Blechdom, e altri. In duo con il chitarrista Antoine Berthaiume ha all’attivo u ottimo CD pubblicato da Ambiances Magnetiques (“Bebe Donkey”) e non è nuova al lavoro in gruppi d’improvvisazione esclusivamente femminili essendo parte delle Slow, Children (con Kanoko Nishi al koto e Shayna Dunkelman alla batteria e percussioni). Il suo strumento preferenziale è il flauto, ma si destreggia più che bene con elettronica, tastiere e voce. La sua musica è una miscela di melodia e rumore che qualcuno ha definito come «un mix fra Xenakis, Kate Bush, Roland Kirk e Mozart». In pratica, come mi disse Ioioi presentandomela prima di un concerto di Gravida, si tratta di un piccolo «genio».
Se Cristiana Fraticelli e Patrizia Oliva sono l’aglio e l’olio delle musica sperimentale italiana, MaryClare Brzytwa rappresenta il peperoncino e porta seco il gusto piccante dell’esotico. Francesca ha così scoperto la formula degli spaghetti aglio, olio e peperoncino.Come e quando vi siete conosciute? (How and when did you meet?)
MaryClare: I was working in Switzerland for a friend of my teacher, Fred Frith named Werner Penzel. I wanted to go on tour and I saw Madame P on my space and I really liked her voice so i wrote to her. We planned some shows but after I was turned away at the border for a solo London for not having the proper visa I was afraid to travel to Italy.  I canceled the show that Pati and I were supposed to play at Sergola and Franchesca called Ioioi to replace me.  Later, I changed my mind and decided to go to Italy and play anyway so the show became a triple bill of solo sets.  That is how we met. (Stavo lavorando in Svizzera per l’amico del mio insegnante Fred Frith, il suo nome è Werner Penzel. Volevo andare in tour e vidi Madame P su my space, mi piacque molto la sua voce così le scrissi. Avevamo programmato alcuni spettacoli ma dopo essere stata respinta al confine, mentre mi recavo a Londra per un concerto in solo, per non avere il visto in regola, avevo timore di venire in Italia. Cancellai lo spettacolo che Pati (Madame P, nda) ed io dovevamo fare a Sergola così Francersca chiamò Ioioi per rimpiazzarmi. In seguito cambiai idea e decisi comunque di venire in Italia e suonare, così lo spettacolo divenne un insieme di solo a partecipazione tripla. È così che ci siamo conosciute.)
Patrizia: Ho avuto la fortuna di conoscere Cristiana Fraticelli moltissimo tempo fa, fu durante un concerto suo, a Bologna, in uno squatt, parlo di almeno 8 anni fa, poi l’incontro a La Sede di Vigevano, dove suonammo insieme ad un festival al femminile, l’anno preciso non lo ricordo bene ora.
Francesca l’ho conosciuta tramite Myspace, pazzo vero? Un paio di anni fa mandai un bollettino dove chiedevo aiuto per alcune date in Italia, in quel periodo abitavo ad Amsterdam, mi rispose Francesca proponendomi un live nella sua casa a Malegno, un luogo incantato, bellissimo, capì quando l’incontrai, che avevo a che fare con un’artista in gamba e unica, il mio approccio a Sergola 15, nome del suo spazio artistico, ma anche casa, fu subito incredibile, Francesca organizzò il concerto nei minimi dettagli in modo davvero creativo, amo le sue intuizioni, il suo modo di lavorare, di ricercare che affronta in modo aperto e preciso.
Maryclare l’ho conosciuta attraverso internet, fu lei a contattarmi, la mia mail le fu data da un amico musicista americano che avevo conosciuto precedentemente, mi contattò per aiutarla ad organizzare delle date in Italia, mi piacque l’idea e ne fui felicissima, sopratuttuo perché Maryclare è una musicista e compositrice straordinaria, non è facile trovare donne che fanno un certo tipo di musica con un approccio indipendente e sano. In Italia sono poche le donne che fanno musica e sono attive promuovendo ed anche organizzando, Cristiana è l’unica musicista che ho sempre apprezzato e seguito nel tempo e nel suo percorso.
Così con Maryclare ne venne fuori un tour di 4 concerti, 3 in Svizzera e uno solo in Italia. Decidemmo di fare questo mini tour insieme, per conoscere le nostre musiche. Suonammo i nostri due “Soli” e poi insieme improvvisando, senza esserci mai incontrate. Al Cinema Oblò di Lausanne suonammo una parte del concerto insieme, la sessione fu registrata professionalmente. La invitai a stare a casa mia qualche giorno, aprimmo una pagina di Myspace con il nome Gravida e mettemmo la traccia del concerto all’Oblò.
Mancava l’ultimo concerto a Sergola15 e così ci venne l’idea di fondare GRAVIDA trio con IOIOI, che venne invitata a suonare allo stesso concerto, quella sera. Come già accadde 10 anni fa con le Allun, aprii un libro a caso, diverso da quello di Colette, perché in rumeno, sempre a caso trovai una poesia d’amore che era intitolata Gravida.
Cristiana: …Pati era stata già in tour con Mary Clare in Svizzera…e le Gravida si erano già costituite – come duo. In Italia avrebbero dovuto suonare in Sergola, ma accade che Mary Clare cancella la data perché già impegnata altrove…forse…Al che Pati mi contatta e mi chiede se mi va di coprire la data al posto di Mary Clare. Io dico di sì, visto che avevo già avuto occasione di conoscere Francesca – al festival Rospi in Libertà in provincia di Venezia – e IOIOi era già nei programmi sergoliani per l’autunno a venire…Se non che, accade che Mary Clare decide di venire, Pati allora chiede a Francesca cosa fare…e Francesca dice Ok venite tutte e tre! Così ci incontriamo. Facciamo i 3 solo sets e ci innamoriamo reciprocamente l’una dell’altra – o meglio estendiamo l’innamoramento – Sul finale improvvisiamo insieme e il giorno dopo le ragazze mi chiedono di partecipare alla session di registrazione….alla fine della session Mary Clare dice, “Pati i think ioioi should enter Gravida, what do you think?” e Pati dice chiediamolo a lei e io dico “certo, grazie, evviva”.
Francesca: Ho conosciuto Patrizia nel novembre del 2007, scrisse un bollettino su myspace cercando una data nel nord Italia, le risposi proponendole un live in casa mia, accettò.
IOIOI personalmente in agosto del 2008 al festival – rospi in libertà – di Noale, vicino a Venezia, lei era lì per suonare e già avevo assistito ai suoi live e la conoscevo in internet, io ero col banchetto di Incisionirupestri. MaryClare è entrata gridando wooooww nel mio fienile il giorno del primo live di Gravida (anche se ancora non si era definito il gruppo) il 28 Settembre 2008 ed è stata la prima volta che l’ho vista e sentita……Chi ha avuto l’idea di formare il gruppo?(Who had the idea to form the group?)
MaryClare: I don’t remember. It was Francesca’s idea to record us though. (Non ricordo. L’idea di registrarci fu comunque di Francesca.)
Francesca: Patrizia, quel giorno, il giorno del primo live, Domenica 28 settembre 08, sarebbero dovute esserci Madame P (Patrizia) e MaryClare… Patrizia mi scrisse dicendomi di segnare Gravida come gruppo, in seguito mi riscrisse dicendo che MaryClare non sarebbe potuta venire e insieme decidemmo di chiamare IOIOI, ancora dopo mi riscrisse dicendo che MaryClare avrebbe invece potuto, allora alla fine decisi di far suonare tutte 3, io organizzavo concerti ancora nel mio vecchio fienile era tutto un pò improvvisato… e che bello!!!!E il nome chi lo ha scelto? (And who did choose the name?)
MaryClare: Pati and I were chose the name, when we were making album covers using pages from an old book. (Lo scegliemmo Pati ed io, mentre facevamo degli album usando pagine di vecchi libri.)
Cristiana: Lo hanno scelto Pati e Mary Clare, non so precisamente in che circostanza. A me hanno chiesto se mi piaceva, se andava bene per me, io ho risposto ok.
Le Gravida per quanto mi riguarda è tutta una storia fatta da “ah, ok, va bene”.
Francesca: Sicuramente Patrizia, ancora prima dell’arrivo di IOIOI.Qual è la cosa che più ti piace nel carattere delle tue compagne? (What is the thing that you like most in your companions’ character?)
MaryClare: I like how hysterical we are. (Mi piace quanto siamo isteriche.)
Patrizia: L’apertura a più giri sull’improvvisazione, la sensibilità e l’intenso lavoro che sia Maryclare che Cristiana fanno per la musica. I nostri caratteri sono molti diversi l’uno dall’altro, ma sono in accordo, in equilibrio, abbiamo tutte una grande personalità e attenzione all’ascolto, questo rende Gravida un progetto notevole, permettendo di suonare e progettare in modo concreto! Sia Maryclare che Cristiana sono persone che hanno rispetto per gli altri, hanno entrambe un modo amorevole di fare musica che va al di là della tecnica, ha a che fare con il cosmo credo. Per Francesca invece la sua inesauribile creatività e originalità, questo fa di lei una persona obbiettiva e capace di realizzare eventi nel campo dell’arte e della musica.
Cristiana: Le Gravida sono 4, come i 4 venti. Con i pregi e i difetti dei 4 venti.
Ma …ha senso dire che i 4 venti hanno pregi e difetti? I 4 venti hanno la natura del vento. Tutto qui.
Francesca: Non saprei di preciso, sono tre DONNE che adoro ….E quella che ti piace di meno? (And the thing you like less?)
MaryClare: I wish we were more organized and efficient. (Vorrei che fossimo più organizzate ed efficienti.)
Francesca: Le chiacchiere inutili, ma questo in generale…Qual è il tuo colore preferito? (What is your favourite colour?)
MaryClare: Black or purple or green…it changes. (Nero o viola o verde… cambia.)
Patrizia: Ogni colore ha la sua energia, se penso al colore giallo e incomincio ad improvvisare la mia voce parte in si o in fa, ogni colore possiede la sua atmosfera, è un po come scegliere di suonare uno strumento diverso ogni volta. Ho sempre pensato che chi indossa il nero abbia dentro di se molti colori, al contrario di chi indossa i colori, che penso sia una persona oscura, ma questi sono solo pensieri che entrano nella mente e poi fuggono via, l’unico colore che non sopporto è il verde militare che mi ricorda le uniformi, le guerre schifose.
Cristiana: Per dieci anni ho vestito in lutto. Sempre e solo nero… ora mi perdo in qualunque colore, non ho più alcun senso estetico, farei abbinamenti impossibili.
Francesca: Tutti.E il suono che preferisci? (And the sound you prefer?)
MaryClare: Tough question….i like things that sound sugary… I guess the sound of the flute, it’s pretty dense and complete. (Domanda tosta… mi piacciono cose che suonano zuccherose… credo che sia il suono del flauto, è molto denso e completo.)
Patrizia: I suoni della natura, sopratutto in piena estate, durante la notte, mi fanno impazzire, alcuni sembrano proprio essere quei suoni che sono nei synth, dei suoni elettronici.
Cristiana: Il bosco, il mare.
Francesca: Il suono ambientale e di chi lo vive.E l’odore che preferisci? (And the smell you prefer?)
MaryClare: My boyfriend.
Patrizia: Mi piace l’odore della campagna in primavera, l’odore delle botti di legno, l’aria che si respira dopo un temporale, il profumo del caffè quando viene torrefatto alla mattina, ricordo dell’infanzia.
Cristiana: L’odore della pelle della mia nipotina.
Francesca: Ambientale, dell’acqua, dell’erba, l’odore della pelle, l’odore del soffritto di cipolle, del caffè, dell’elettronica nuova!

E il sapore? (And the taste?)
MaryClare: My boyfriend.
Patrizia: I frutti esotici, ma anche i sapori piccanti, amari.
Cristiana: IL tabacco e le labbra di chi diventa oggetto di quell’ossessione mentale erroneamente chiamata amore.
Francesca: Non posso fare l’elenco dei sapori per i quali impazzisco!

Cosa rappresenta per te l’improvvisazione? (What does improvisation represent to you?)
MaryClare: Creativity, passion, curiosity,eroticism, and the widest possible selection of options. (Creatività, passione, curiosità, erotismo, e la selezione più ampia di opzioni.)
Patrizia: Ho cominciato ad improvvisare liberamente in giovanissima età sulle note vocali di mia madre, ma anche su alcuni dischi che ascoltavo sia nella casa dei miei vicini, sia con l’unica radio, Filodiffusione, che possedeva mio padre nel suo negozio. So di certo che l’improvvisazione per me è stata ed ancora è una tecnica creativa, stimolante, per inventare e descrivere non soltanto le mie emozioni, ma anche il mio carattere, quello che vivo giorno dopo giorno, ma anche il modo per conoscere la/il musicista che ho di fronte, oltre a suonare e comporre la mia musica faccio improvvisazioni pittoriche, scrittura automatica. Improvvisare non è una cazzata come pensano tante persone, chi improvvisa ha a che fare con qualcosa di speciale, la non intenzione è quella di creare qualcosa che si mischia con altri flussi creativi, che possono essere anche i suoni della natura, i suoni di un treno, di un aereo, tutto questo è fondamentale per chi ha la necessità di conoscere i misteri dell’ io, sono come dei trans in cui voci sconosciute, ma che mi appartengono, s’impossessano di un preciso momento, giocando e uscendo da me come un vento improvviso.
L’improvvisazione radicale alle volte può anche non funzionare, perché semplicemente non c’è sintonia e consapevolezza, ma ci sono anche sorprese ed equilibri, come lo è per Gravida e Camusi (io e Stefano Giust alla batteria), una grande sorpresa, perché sin dall’inizio improvvisare è stato naturale, ogni volta che suoniamo sappiamo cosa stiamo facendo e dove vogliamo andare, senza neppure comunicarcelo.
Cristiana: L’improvvisazione è la celebrazione del riflesso di chi veramente siamo: vita, amore e compassione.
Francesca: Coraggio, conoscenza, sensibilità e intuito.

E la notte? (And the night?)
MaryClare: I like the night, I like the night alot but i never do work during that time. I usually chill out at night and read way to much. (Mi piace la notte, mi piace molto la notte ma non lavoro mai durante essa. Di solito di notte mi rilasso e leggo molto.)
Patrizia: La pace, la tranquillitaà, il momento migliore per ascoltare i suoni dal bosco (ma un tempo era per me il momento migliore per dipingere).
Cristiana: Fammi citare queste parole di Osho: “Nella ricchezza, nei beni materiali, nella casa, nell’automobile, nel prestigio, tu non vedrai che il riflesso della luna piena nell’acqua del secchio, mentre la luna vera è li, in alto, che ti aspetta da sempre. Lascia cadere il secchio, cosi che l’acqua sfugga via, e con essa la luna. Solo questo ti permetterà di alzare lo sguardo e vedere la vera luna nel cielo”.
Francesca: Lucidità.

Sei religiosa? (Are you religious?)
MaryClare: Hell no.
Patrizia: Credo nella forza della natura, dell’uomo e del mondo animale, la religione rende le persone deboli e inconsapevoli delle loro possibilità, nonostante questi si sentano rafforzati, i desideri sono soffocati da discipline difficili ed insopportabili, il piacere della vita dovrebbe essere vivo e forte senza l’uso di pratiche tristi, l’unica disciplina religiosa a cui mi sento più affine è lo zen! Ho origini ortodosse, ma non ho mai praticato, nonostante abbia frequentato una scuola cattolica in giovane età. La religione è politica.
Cristiana: Viviamo in un mondo religioso. E i più religiosi sono proprio gli atei, gli intellettuali, gli artisti, i cinici, i pessimisti, i critici. Hanno talmente bisogno di un’idea a cui aggrapparsi che in mancanza dell’Idea di dio – l’Idolo – trovano qualsiasi sostituto: la materia, l’arte, i concetti, la politica, le biografie, qualunque cosa! Hanno sostituito i preti agli intellettuali o ai professori. Il laico è così religioso.
Solo quando riconosci Chi Sei allora puoi davvero definirti non religioso.
Per quanto mi riguarda la maggior parte delle persone (e “persona” significa “maschera” in greco) non sono che dei palloni gonfiati pieni di idee ed è questo complesso di Idee la loro religione e la loro schiavitù.
Dico, Viva chi cerca dio. Perché lo troverà e dal quel momento sarà libero dalla paura della morte. Quando la morte non è più un problema allora cadono tutte le idee e tutti gli Idoli. Hahaha.
Francesca: No.

Credi nella reincarnazione? (Do you believe in reincarnation?)
MaryClare: No.
Patrizia: Credo nella possibilità di avere incontrato precedentemente alcune persone che in questa vita ho avuto il piacere e la fortuna di riconoscere, credo agli improvvisi cambi di umori e sensazioni che un luogo, una persona, una melodia mi ricorda e provoca. Non sono cazzate queste.
Cristiana: In natura tutte le forme nascono, muoiono e si rigenerano. Ogni forma contiene tutte le altre, tutte le forme contengono gli stessi elementi. Gli elementi si contengono l’un l’altro. Questa non è un’opinione. È così. Basta ignorare per un attimo il bla bla bladella mente e osservare. Ah! È così.
Francesca: Non lo so.

Se dovessi salvare una specie (compreso la specie umana) dall’estinzione, quale salveresti? (If you should save a species (including mankind) from extinction, which one would you save?)
MaryClare: Good question. I think I would try to save the human beings (even if they don’t really deserve it. I would let the DJ’s die though.) (Bella domanda. Penso che proverei a salvare la razza umana (anche se veramente non lo merita). Lascerei comunque morire i DJ.)
Patrizia: Le api che si stanno estinguendo, questo è un segnale molto negativo per l’ambiente in cui stiamo attualmente vivendo.
Cristiana: I gatti.
Francesca: Gli uccelli.

C’è un posto in particolare nel quale ti piacerebbe vivere? (Is there a special place where you would like to live?)
MaryClare: Someday I would like to live on a houseboat with a grand piano in it in San Francisco, or Sicily. (Un giorno vorrei vivere su una casa galleggiante con un grande pianoforte a San Francisco, o in Sicilia.)
Patrizia: Dove vivo ora.
Cristiana: Sì.
Francesca: No.

E una persona che vorresti conoscere? (And a person you would you meet?)
MaryClare: Barack Obama and I would tell him how shitty is for American Artists to deal with student loans and how hard it is for us do work in our own country and how he should help us before non commerical culture in America becomes extinct. (Barack Obama e vorrei dirgli come è schifoso per gli Artisti Americani trattare con i prestiti studenteschi e come è duro per noi lavorare nel nostro paese e come dovrebbe aiutarci prima che la cultura non-commerciale sia estinta in America.)
Patrizia: Carol Rama.
Cristiana: Sì.
Francesca: No.

Se avessi la possibilità di vivere in un’altra epoca, quale sarebbe? (If you had the chance to live in another epoch, which one would it be?)
MaryClare: I don’t know.
Patrizia: Nei favolosi anni venti.
Cristiana: L’epoca dell’uccello Peng.

E se ti proponessero di trasferirti in un altro mondo, come lo vorresti? (And if you received the offer to move to another world, how would you like it to be?)
MaryClare: I would like it to be a world where everyone could be themselves, everyone was themselves. Artificial, selfish, and shallow people would not be rewarded.I would also like this world to have non processed food, free health care, and free education. (Mi piacerebbe vivere in un mondo dove ognuno possa essere se stesso, dove ognuno sia se stesso. Le persone false, egoiste e superficiali non dovrebbero essere premiate. Mi piacerebbe che questo mondo avesse anche cibo senza conservanti, cure sanitaria gratuite, ed educazione gratuita.)
Patrizia: Senza elettricità, senza strade, con grandi alberi e infinite specie animali libere e selvatiche, in un mondo dove anche gli uomini possano avere dei figli…
Cristiana: Lo vorrei ozioso.
Francesca: Pulito, da poter fare il bagno in qualsiasi pozza d’acqua.

Se dovessi regalare lo stesso disco alle tue compagne quale sceglieresti? (And if you should give as a present the same record to each of your companions, which one would you choose?)
MaryClare: Kate Bush’s “The Dreaming”.
Patrizia: Un disco di Baba Sissoku.
Cristiana: “The rough dancer and the cyclical night” di Astor Piazzolla.
Francesca: Un disco dei canti degli alpini o di quelle canzoni che i nonni cantavano in montagna.

E se dovessi regalare ad ognuna un disco diverso? (And if you should give as a present to each of them a different record?)
MaryClare: I would give Pati Rashaan Rold Kirk “I talk with the Spirits” and I would give Ioioi Terry Riley’s “Persian Surgery Dervishes” and I would probably give Francseca Kate Bush’s “The Dreaming”. (Regalerei a Pati “I Talk With The Spirits” di Rashaan Roland Kirk, regalerei a Ioioi “Persian Surgery Dervishes” di Terry Riley e probabilmente regalerei a Francesca “The Dreaming” di Kate Bush.)
Patrizia: A Cristiana, King Crimson: 21th Century Schizoid Man, disco che mi ha sconvolto a 16 anni. A Maryclare, F. Schubert: “Improvvisi”, il mio primo disco in cd. A Francesca regalerei “Legend of the Sun Virgin” di Yma Sumac, grandissima cantante Peruviana che amo moltissimo!
Cristiana: Regalerei a Mary Clare “Dell’universo assente” di Luciano Cilio, a Pati “Street of Lhasa” di Zhang Jian e a Francesca “The Whitey Album” di Ciccone Youth.

E se invece dovessi regalargli un libro?(And if you should give them as a present a book?)
MaryClare: All three would get Alice Notely’s: “The Decent of Alette” Epic Feminist Poetry Masterpiece. (A tutte e tre “The Descent Of Alette” di Alice Notely, un capolavoro della poesia epica femminista.)
Patrizia: A IOIOI regalerei la biografia di Charlie Chaplin, a Francesca “Quando Teresa si arrabbiò con dio” di Alejandro Jodoroski, mentre a Maryclare “Le Città Invisibili” di Italo Calvino.
Cristiana: “Le metamorfosi” di Ovidio, “La foresta della notte” di Djuna Barnes, “Genji Monogatari” di Murasaki Shikibu e lo “Zhuang zi”. Li metterei tutti sotto ad un albero, poi ognuna si sceglie il suo, oppure lo lascia lì per il prossimo avventuriero…
Francesca: Mh, a MaryClare una biografia di una donna famosa, a Patrizia un libro di Rossana Campo (una freschezza tragicomica), a IOIOI…….un libro di cucina tipica camuna! ^_^

Secondo te il modo di ascoltare la musica da parte di un uomo e da parte di una donna sono diversi? E se sono diversi in cosa lo sono? (In your opinion, is the way of listening to music between a man and a woman different? And, if it is different, in which way?)
MaryClare: I don’t know because I never listened to music as a man, but I think the ways people in general hear music can be very varied. (Non lo so perché non ho mai ascoltato musica come un uomo, ma penso che il modo in cui le persone in generale ascoltano la musica può essere molto vario.)
Patrizia: Credo non sia facile per me descriverlo visto che sono donna, ma secondo me cambia più che altro da persona a persona più che dal sesso, è difficile da dire…
Cristiana: Percezione, sensazione, emozione, interpretazione. Sono questi i passaggi.
Poiché abbiamo creato un mondo in cui se hai un prolungamento tra i due arti inferiori vieni condizionato in una maniera, mentre sei hai una cavità tra i due arti inferiori vieni condizionato in un’altra maniera, si sono stabilite delle prassi mentali differenti nell’orientare l’attenzione al processo d’ascolto e nell’associarne un valore o significato.
…le orecchie sono le stesse !!!!
Francesca: Non riesco a rispondere in maniera generale, ognuno ha una propria sensibilità e di certo gran parte è anche la conoscenza del linguaggio questo indipendente dal sesso.

E il modo di fare musica è lo stesso? (Is the same the way to make music between a man and a woman?)
MaryClare: I think playing with men and women does feel different, but it depends on the people.  It’s hard to answer that one because I spent alot of my earlier musical experiences with men trying to prove myself and so when I played with women it was always a chance to actually express myself and not have to focus on proving.  With more experience under my belt now and more confidence, I think it’s probably the same playing with both, and just depends on how you approach the situation and what kind of music your are trying to make. Women can be just as competitive as men and Men can be just as passive as women, the sociological aspects of music (particularly music without rules) is a pretty fascinating subject in and of itself. Sometimes when I play with men they are afraid to really play hard or whatever because they don’t want to come off as assholes. I feel bad for them when that happens, like somehow they have learned to not express themselves the way they want to.  Pauline Oliveros wrote a paper once saying women play more collaboratively with eachother then men do, but I have had experiences with all women groups that run the spectrum from totally competitive to totally supportive.  Again, I really think it just depends on the people. The fact that the fact that men still run the world (music and otherwise) makes it hard for me, the minority, to  give an objective answer to that question.  All I know for sure is that some of the most inspiring, supportive and challenging people in my musical life have been both men and women, and alot of my drive to improve my skills and express myself has been because of sexism and discrimination. I think because of all this “proving myself” I did in my early twenties, it made me a good improviser with a grasp of alot of different styles. It’s complicated but fun. (Credo che suonare con uomini o donne sia differente, ma dipende dalle persone. È difficile rispondere a questa domanda perché ho passato le mie prime esperienze musicali con uomini che mi mettevano alla prova e così quando suonavo con donne era sempre un’occasione per esprimere me stessa e non concentrarmi sul mettermi alla prova. Ora, con più esperienza e più sicurezza, penso che suonare con entrambi sia lo stesso, e dipende solamente da come ti avvicini alla situazione e che tipo di musica stai provando a fare. Le donne possono essere competitive come uomini e gli uomini possono essere passivi come donne, gli aspetti sociologici della musica (particolarmente nella musica senza regole) è un soggetto alquanto affascinante dentro e fuori se stesso. Qualche volta quando suono con uomini hanno paura di suonare duro o come suonano di solito, perché non vogliono apparire come dei grezzi. Mi sento male per loro quando succede, per un qualche motivo hanno imparato a non esprimere se stessi come vorrebbero. Pauline Oliveros scrisse una volta dicendo che le donne suonano in maniera più collaborativa fra sé di quanto possano fare gli uomini, ma io ho avuto esperienza con tutti i tipi di gruppo femminile, che variano dal totalmente competitivo al totalmente collaborativo. Di nuovo, veramente penso che dipenda dalle persone. Il fatto che gli uomini ancora dirigono il mondo (la musica ed altro) rende difficile per me, la ‘minoranza’, dare una risposta oggettiva a questa domanda. Quello che so di sicuro è che alcune delle persone che mi hanno ispirato, supportato e sfidato nella mia attività musicale sono stati sia uomini sia donne, e al contempo molte delle motivazioni per migliorare le mie specializzazioni ed esprimere me stessa sono derivate dal sessismo e dalla discriminazione. Penso che tutto questo ‘mettere alla prova me stessa’ durante i miei primi vent’anni ha fatto di me una buona improvvisatrice con molti stili differenti a portata di mano. È molto complicato ma divertente.)
Patrizia: Beh certamente no, sicuramente entrano in gioco le sensibilità delle persone, più che il sesso. Sicuramente ci sono differenze, che possono essere quelle tra il suonare in modo mentale e quello di suonare in modo emotivo, ma trovo ci sia ora un grande mix di modi di suonare, tutto è così complicato. Tanti musicisti.
Cristiana: Dipende da quanto sei pronto ad annullarti. Anche qui, a causa di un diverso condizionamento e del diverso rinforzo esperienziale del corpo-mente, in generale un corpo mente femminile è piuttosto a suo agio nell’annullamento. Ma ogni caso è diverso. Ho conosciuto degli uomini completamente identificati con la rigida fortezza della propria mente che al contrario una volta entrati nei suoni si lasciavano andare a qualsiasi direzione di trasformazione e morte. E viceversa.
Posso dire che una donna che fa sperimentazione è tendenzialmente più estrema di un uomo e più originale. Ma quell’estremismo percepibile non ha niente a che vedere con il linguaggio in sé…piuttosto un corpo-mente femminile “sa” – consciamente o meno – che non ha nulla da perdere agli occhi dell’arena esterna. Perché storicamente l’espressione che giungeva dai quei corpi con la cavità nel mezzo non è mai stata valutata come degna di considerazione….
D’altra parte, non deve esser facile neanche per un corpo-mente maschile confrontarsi con le aspettative generate dal proprio condizionamento.
Francesca: Anche questo è relativo, ma più incisiva come situazione può essere una situazione d’improvvisazione… però anche lì io mi perdo all’ascolto e osservo in maniera molto curiosa le dinamiche, indipendente dal sesso… e si parla d’improvvisazione pura, non dove le persone portano il proprio conosciuto, ma dove un musicista parte come da zero.

A un certo punto decidete di allargare il gruppo ad una figura maschile, chi è il tuo candidato? (At a certain point you decide to open the group to a male figure, who would it be?)
MaryClare: HMMMMMMMMMMM, it would be the best musician for the job, and hopefully his gender would not have much to do with our reasons for using him if we decided to have a fourth member. (HMMMMMMMMMMM, dovrebbe essere il miglior musicista per questo gruppo, e speriamo che il suo sesso non abbia a che fare molto con le ragioni che ci spingono a coinvolgerlo se decidiamo di avere un quarto membro.)
Patrizia: Credo che per ora siamo assolutamente soddisfatte di suonare con una formazione a tre, sicuramente preferirei rimanesse un gruppo al femminile. Ma se proprio decidessimo di allargare il trio a quartetto chiederei a Stefano Giust di suonare nelle Gravida!!!
Cristiana: Yamataka Eye.
Francesca: Un figlio di qualcuna di noi.

Entrando in extremis nel gioco, almeno in piccola parte, mi metto anch’io in ottica di regali e penso che a MaryClaire regalerei “Illuminations” di Buffy Sainte-Marie, a Ioioi un disco di Oum Kalthoum (probabilmente “La Diva V”), a Madame P “World of Miriam Makeba” e a Francesca “In Gut’s House” delle Ut.

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